Stupidi, stupidi francobolli…

Alla fine ce l’ho fatta! Sono riuscita a fare quei benedetti francobolli per oggi..
Ma ahimè già non mi convincevano prima quando ho visto quelli di alcuni miei compagni mi sarei voluta sotterrare…ma vabbè!

Oggi ho anche da fare un altra esercitazione per domani, ossia illustrare questa BELLISSIMA storia:

Provvisoriamente ci si può immaginare una casa, una casa a quattro piani, con una scala che li collega e li divide, con un tetto di tegole; una casa
in una strada, su un terreno costoso, schiacciata in mezzo alle altre, le finestre orientate verso la strada, l’ingresso dal cortile sul retro.
Al pianterreno non abiterebbe nessuno. Non si è ancora mai visto nessuno al pianterreno. Al pianterreno c’è la stessa porta scura, la laccatura scheggiata, vetri smerigliati,le tendine a righe blu. Al pianterreno forse non abita nessuno.
Primo piano: porta scura, laccatura scheggiata, vetri smerigliati. Qui abita qualcuno.
Secondo piano: anche qui abita qualcuno.
E al terzo piano abita qualcuno.
Quando qualcuno lascia un appartamento, qualcuno lo riprende. Il primo giorno si sente dall’odore, si sente la passione per l’aglio o il sentore di olio del meccanico o la segatura del falegname, più tardi magari anche l’odore dei pannolini del piccolo, ma poi, il terzo giorno, l’odore appartiene alla casa, è di nuovo la casa a quattro piani.
Al secondo piano abita di nuovo qualcuno. Le targhette sulla porta vengono cambiate. Un operaio dei telefoni apre la cassetta giù nell’atrio, cambia l’allacciamento e bestemmia e lo cambia un’altra volta e se ne va.
Forse però al pianterreno abita qualcuno.
In primavera, il 4 aprile per esempio, il sole disegna figure sulle scale tra il secondo e il terzo piano, è la stessa dell’anno scorso.
La bambina del terzo piano bussa al secondo e chiede cortesemente e con timidezza alla signora se può riavere la palla che dal terzo piano le è caduta sul balcone del secondo piano.
Il sottotetto è suddiviso da assi, ogni piano ha il suo ripostiglio, ogni ripostiglio è chiuso da una tenda, certamente qui si tengono anche vecchi materassi, album delle fotografie e diari specchi.
C’è qualcuno che ogni due settimane spazza il pavimento del sottotetto.
I venditori porta a porta suonano sempre all’ultimo piano dopo aver chiesto se sopra abita ancora qualcuno, scendono, suonano al secondo piano, poi al primo, poi pianterreno. La speranza rende più leggero salire le scale e delusi si può solo scendere. I venditori porta a porta c’entrano con le case.
I boscaioli c’entrano con i boschi. Le donne c’entrano con l’aspettare.Le case sono case.

Tra l’altro oggi sento male, spero che mi venga sta benedetta febbre così domani me ne sto a casa! Tanto sto male come se ce l’avessi, per stare così allora che MI VENGA! Sennò che cazzo cornuta e bastonata pure! -.-

MN

Puff..è il rumore che ha fatto la mia giornata.

Oggi primo giorno di università.

È strano come ogni anno ti immagini il ritorno all’università presa dall’entusiasmo di quali esami strafighi dovrai fare [e quasi sempre le aspettative non sono mai state completamente soddisfatte]. Poi finalmente il giorno arriva e ti sembra di non essertene mai andata.
Tutto è come lo hai lasciato mesi fa. Addirittura i tavoloni son già pieni di gente immersa a studiare appunti e libri, e tu pensi “Ma..oggi è il primo giorno di università, i corsi iniziano oggi, di test/sessioni esami ora non ce n’è e non ce ne sarà per almeno un mese/un mese e mezzo, ma cosa studiate???”

Unica cosa diversa è che questo è il mio terzo anno; l’anno in cui preparerò la laurea.
E oggi al Laboratorio di Sintesi ci hanno presentato appunto l’elaborato che dovremo portare alla tesi. L’elaborato consisterà in un Libro visivo, quale libro ce lo assegnano loro, noi dovremmo occuparci “solo” della parte grafica. Cosa ottima per una come me che con i testi non ci si trova molto. Sembra molto interessante, lo sembrano sempre il primo giorno!

Alla fine ci hanno mandato a casa per l’ora di pranzo, anzi che iniziare nel pomeriggio a lavorare.
Insomma oggi non è stato niente di speciale, solo un normale giorno in università. Uno dei tanti.

MN

Ieri io e M. abbiamo deciso che il prossimo anno ci trasferiremo ad Amsterdam. Io a fare la specialistica e lui a lavorare. Avremo sicuramente bisogno di un piano su come muoverci e anche di un piano B; “è sempre bene tenersi più strade aperte possibili” (cit.).

In ogni caso siamo pronti a tutto, anche ad abitare in una casa vuota con (a parte cucina e bagno che sono indispensabili) giusto un materasso con due cuscini e un tavolo con due sedie! Perché tanto se si aspetta di avere le condizioni per arrivare là già col culo parato (o mezzo parato) non si va da nessuna parte!

Intanto, aspettando di iniziare pianificare ben bene [cosa che sarà fatta a breve!], ho iniziato a guardare un po’ qualche università ad Amsterdam e d’intorni che abbia qualche master interessante.
Per ora mi hanno colpito la Hogeschool voor de Kunsten e la Sandberg. La prima è una scuola d’arte, in cui c’è un Master in Design diviso poi a sua volta in vari rami, probabilmente io farei editoria, anche se mi sembra molto difficile entrarci e poi sarebbe a Utrecht. La Sandberg invece è un prestigioso istituto d’arte che quest’anno ha vinto il Be Open Award, forse questa mi ispira più della prima ma come ho detto prima bisogna tenersi più strade aperte.  Però devo informarmi un po’ meglio, vorrei capire bene come si svolgono le lezioni, cosa effettivamente si fa e anche come vengono svolte le prove d’esame. E come si viene ammessi e dove si trovano…….

Insomma c’è un sacco di lavoro da fare! Perciò bisogna organizzare bene tutto quello che c’è da fare.
Per ora siamo solo sicuri che la FASE 1 verterà principalmente su due punti:

  • informarsi sulle scuole
  • dare una rispolverata al nostro inglese

Stay tuned, I’m gonna keep you posted!

MN