Svarioni post sigaretta..

A volte vengo sopraffatta da tutti i miei ricordi, tutti insieme. Inizio a ripensare a tante piccole e grandi cose del mio passato, e tutti i sentimenti ritornano, tutti insieme. E li sento esattamente come allora.

Il passato e il presente si fondono insieme. E io sono allo stesso tempo io e quella che ero. Come se vivessi in due tempi diversi. 

Fa paura e piacere allo stesso tempo come le cose possano cambiare. Piacere di essere quella che sono e dispiacere per quella che ero. Felicità per tutte le cose vissute e tristezza per tutte le persone che si è lasciato indietro.

Com’è possibile che io ero la stessa persona che sono ora? Ma alla fine, sì son sempre io…ma io non mi riconosco in quella. 

A volte sento così intensamente che mi è difficile anche spiegare cosa di preciso sento…forse un sentimento di pienezza e allo stesso tempo di vuoto, come se la vita fosse inconsistente. La vita scorre via dalle mie mani e gli attimi mi sfuggono via senza che possa trattenerli, assaporarli davvero. Solo dopo ci si accorge…di quello che si è avuto..

Si vive senza accorgersi che si sta vivendo..

MN

Delirio.

Io e la mia coinquilina che ci parliamo da una stanza all’altra tramite facebook.
Io pubblico cose di cibo su pinterest e lei mi insulta perché ha fame, io a mia volta la insulto perché ho fame e sentire lei mangiare una mela me la fa salire ancora di più. Ridiamo come due cretine.

La prossima settimana fa gli anni e sta organizzando varie feste. Forse ci faremo riconoscere anche in questo condominio. Io spero di no. Ridiamo come due sceme.

Si ricorda che lei ha dei palloncini. Li ritrova. Sopra c’è scritto “Il mio primo battesimo”. Ridiamo come due sceme. [che cazzo ci fa con dei palloncini per il battesimo?? MISTERO!]

La mia coinquilina prova a gonfiare il palloncino. Non è buona. Io rido. Esulta perché è riuscita a gonfiarlo. Rido e la sbeffeggio dicendo che fra un po’ vado di là per riprenderla e mettere il video in internet. Ridiamo come due sceme.

La mia coinquilina viene in sala per fotografare il palloncino semi-gonfiato. Ridiamo come due sceme.

Ora sta valutando di cambiare il nome dell’evento da “i miei 18 anni” [in realtà sono 25…] a “il mio primo battesimo”.

Mi sono appena resa conto che in realtà c’era scritto “il mio battesimo” non “il mio primo battesimo”. Ridiamo come due sceme.

Ha appena cambiato nome all’evento. Ridiamo come due sceme.

Sì forse siamo proprio due sceme. Ma almeno noi ridiamo.

MN

Immagine

Ma che vuol dire?

Ieri abbiamo ospitato un’amica della mia coinquilina che è tornata dopo un anno dal Congo.
E ci ha raccontato molte cose interessanti, tra le molte cose si è parlato di “razzismo al contrario”.

Al che..mi viene da riflettere ma che vuol dire “razzismo al contrario”?? Come se razzismo volesse dire discriminare persone di colore!! Bah, cioè sono perfettamente cosciente che anche io avrei usato quel termine, non voglio puntare il dito su nessuno in particolare. Io voglio puntare il dito proprio su tutti noi, su tutta la società occidentale.

Perché diciamo “razzismo al contrario”? Quando basterebbe solo il termine “razzismo”? Dato che “razzismo” vuol dire “discriminare una persona per la sua razza”, non “discriminare le persone di colore” o anzi precisiamo meglio “discriminare le persone non bianche”. Diciamo “razzismo al contrario”, perché siamo degli egocentrici del cazzo e pensiamo che tutti ruoti intorno a noi. Perché da noi il razzismo è contro i “non bianchi”, quindi se un bianco viene discriminato è razzismo “al contrario”. Bah! Siamo veramente ottusi.

E poi ragionavo, anche su un altro pensiero: siamo noi quelli sviluppati e civilizzati e dobbiamo aiutare i poveri del terzo mondo sottosviluppati e arretrati. Ma poi cosa vuol dire sviluppati e civilizzati? Con che parametri stabiliamo se un paese è sviluppato e civilizzato? Ovviamente tutti parametri nostri! OVVIO! Ma quindi mi viene da chiedere, ma questi paesi sono davvero sottosviluppati e arretrati? Per i nostri standard sì, ma magari non lo sono davvero. Nel senso che magari loro stanno bene così. E allora perché dobbiamo biasimarli? Perché dobbiamo biasimarli se preferiscono andare dallo stregone piuttosto che all’ospedale? Perché dobbiamo biasimarli se pensano che la scuola non sia importante? Magari da loro saper leggere e scrivere non è importante, non gli serve nella vita..

Io sono dell’idea che uno deve vivere come meglio crede. Non esiste un modo giusto assoluto di vivere. Ognuno deve trovare il modo di vivere migliore per sé.

Invece noi occidentali crediamo ancora che il nostro sia il miglior modo di vivere e vorremo che tutti vivessero come noi. Non lo facciamo con cattiveria, anzi! Noi pensiamo davvero di voler fare del bene. Ma non riflettiamo sul fatto che se per noi è quello il “vivere bene”, per altri potrebbe non esserlo.

Ora non sto dicendo che non bisognerebbe aiutare l’Africa, però neanche forzali a vivere un modello di vita che non gli appartiene e che forse neanche vogliono…

MN

Svarioni mattutini.

Che palle io mi sono rotta dell’Italia e degli Italiani! E non sto parlando solo dei POLITICI italiani, sto parlando proprio degli ITALIANI. Perché sono convinta in fondo che la colpa che abbiamo quei politici di merda, è proprio colpa nostra!

Mi son stufata di sentire gli italiani con i loro bla bla bla sulla politica, che sembrano tutti dei geni, ma a me sembrano tutti dei bambolotti che ti sputano in faccia la pappa masticata da qualcun altro..

E cercate di uscire un po’ da questa gabbia che ci hanno creato (e parlo sia per sinistra che per la destra!), togliete quei cazzo di prosciutti che vi siete messi (o vi hanno messo) sugli occhi! Liberatevi dai preconcetti e dai pregiudizi che vi son stati instillati è possibile che dopo 50 anni si deve ancora sentire parlare di comunisti e fascisti?? Ma non esistono più…

Voglio andare in un posto dove si possa davvero parlare di politica e avere un confronto, non qua che sembra tutto diventato il solito spettacolino dei burattini!

E con questo vi auguro buona giornata! Fate buona colazione, io ora vado a farla! 😀

MN

Porcaputtana se sclero!

No no no no no no…..non ci siamo..oddio come mi manca Milano, oddio come sto male a casa, no cioè mi sento in prigione, devo stare ai comodi di tutti gli altri…quando io dovrei stare tranquillo che ho da studiare ed è pure l’anno della tesi! E invece porca puttana non ce n’è uno che mi aiuta….porcaputtana sono appena finite le vacanze…e vorrei riprendere la mia cara dieta ma avendo tutti che mi innervosiscono e mi stressano l’unico modo che ho per calmarmi e mangiaremangiaremangiare…quindi alla fin fine sto quasi mangiando di più! che durante tutte le vacanze non riesco non addentare dolci….ma porcaputtana ma possibile che nessuno possa pensare a venirmi incontro??

E stamattina tutto di corsa perché fai la colazione a te e tua sorella, poi sistema la casa, fatti la doccia vesti te e tua sorella, vai corri che ti aspetta il nonno, ricordati di staccare i termosifoni, poi arrivi in macchina dal nonno, stanca e nervosa con un muso lungo un chilometro che si vede lontano un miglio che è meglio starti lontana e far finta che non esisti..e sto qua che inizia a parlarti…e tu ti sforzi di non rispondere male, ma si vede palesemente che non hai voglia di parlare perché te ne stai muta e quando ti si rivolge la parola rispondi a monosillabi tanto per non essere appunto sgarbata..cazzo ma smolla il colpo e smettila di parlarmi no?? Non vedi che rischi che se inzecchi per caso il discorso o addirittura la frase sbagliata ti mangio??? E invece no! Evvai continua continua a parlare finché ovviamente ti imbatti nella frase posta male e io ti mando a fanculo! Ma và? E poi ti offendi anche e quando ti spiego come sta la situazione, che sono nervosa e tutto niente la colpa è sempre la mia «che non so stare al mondo, che non so relazionarmi con le persone, che non ho ancora capito mio nonno », perché tu mi hai capita? Penso che tutti abbiano dei giorni che si è stanchi e nervosi ed è meglio starci alla larga, e se una persona non ti parla, guarda fuori dal finestrino e ti risponde a monosillabi, bé sicuramente è uno di quei giorni!

E poi cristo santo mi son stufata di dover fare il genitore a mia sorella, devo essere sempre io a dire cosa deve e non deve fare. Le manca una cazzo di scheda e ha finito i compiti, le avevamo detto che tornata a casa la faceva, ovviamente cosa sta facendo? Sta alla tivi e sono certa che ci starà tutto il pomeriggio fino a che non tornerà mia mamma o forse anche di più! Ma io non ne ho voglia di dover sempre essere io a fare la mamma a doverle dire «No, stacca la tivi, è troppo che ci stai» e cose così, ma sta bimba dei genitori ce li ha???

No no no no io odio stare a casa quando la mamma non è in vacanza che devo iniziare a farla io la mamma e devo stare ai comodi degli altri quando in realtà dovrei studiare e dovrei starmene tranquilla! Alla fine son così nervosa che chi cazzo ce la fa a studiare??? Ma porca puttana!!! Ho ancora solo un mese per prepararmi, per leggere 4 libri e farne uno e per fare un sito per lo meno quest’ultimo è un lavoro di gruppo…ma PD….io non li reggo più i miei, dovevo restare a Milano dopo Capodanno, tanto M. lavora e non ci possiamo vedere….io sto qua e non faccio praticamente nulla tutto il giorno a causa della mia cazzo di famiglia…ma andatevene tutti a fanculo non vedo l’ora di andare a lavorare e non tornarci più qua….o per lo meno tornarci solo quando sono in vacanza, quando me ne strafrego se devo stare dietro ai cazzi degli altri……

MN

Svarioni natalizi.

Che palle, oggi è uno di quei giorni che non ho voglia di fare un tubo.
Cioè in realtà avrei avuto voglia di fare tante cose, ma avevo alcune cose da fare per l’università- che non mi andava assolutamente di fare ma dovevo fare – e ora le ho finite, ma è buio, fra un ora si cena e ora che faccio? Leggere non mi va, guardare un film men che meno..

Mi ritrovo a vagare tristamente su facebook senza neanche sapere bene che fare, che guardare. Poi capiti “per caso” sul profilo di un vecchio amico e ti chiedi com’è possibile svegliarsi un giorno guardare una persona e non vedere più la persona di un tempo, anche se poi apparentemente questa sta facendo le stesse cose che ha sempre fatto. Ma tu guardi quelle foto, quei post e vedi qualcun altro  non la stessa persona. Una persona che tra l’altro non ti piace, vuota e superficiale.

Cosa è successo? E alla fine arrivi alla conclusione che tu sei cambiata; o se non proprio tu, i tuoi sentimenti per la persona. Perché lo hai sempre saputo com’era, lo vedevi, solo che c’eri strettamente legata e quindi vedevi il buono che c’era (o non c’era) in lei. Tutti i difetti passavano in secondo piano, smussati, aggiustati.

Una volta che i sentimenti sono finiti, l’incanto finisce, si aprono li occhi e vedi solo quello c’è sempre stato, che hai sempre visto ma hai sempre ignorato.

MN

Cento.

Uno scrittore scrive un libro attorno ad uno scrittore che scrive due libri, attorno a due scrittori, uno dei quali scrive perché ama la verità ed un altro perché ad essa indifferente. Da questi due scrittori vengono scritti, complessivamente, ventidue libri, nei quali si parla di ventidue scrittori, alcuni dei quali mentono ma non sanno di mentire, altri mentono sapendolo, altri cercano la verità sapendo di non poterla trovare, altri credono d’averla trovata, altri ancora credevano d’averla trovata, ma cominciano a dubitarne. I ventidue scrittori producono, complessivamente, trecentoquarantaquattro libri, nei quali si parla di cinquecentonove scrittori, giacchè in più di un libro uno scrittore sposa una scrittrice, ed hanno tra tre e sei figli, tutti scrittori, meno uno che lavora in banca e viene ucciso in una rapina, e poi si scopre che a casa stava scrivendo un bellissimo romanzo su uno scrittore che va in banca e viene ucciso in una rapina; il rapinatore, in realtà, è figlio dello scrittore protagonista di un altro romanzo, ed ha cambiato romanzo semplicemente perché gli era intollerabile continuare a vivere assieme a suo padre, autore di romanzi sulla decadenza della borghesia, e in particolare di una saga familiare, nella quale figura anche un giovane discendente di un romanziere autore di una saga sulla decadenza della borghesia, il quale discendente fugge di casa e diventa rapinatore, e in un assalto ad una banca uccide un banchiere, che era in realtà uno scrittore, non solo, ma anche un suo fratello che aveva sbagliato romanzo, e cercava con raccomandazioni di farsi cambiare romanzo. I cinquecentonove scrittori scrivono ottomiladue romanzi, nei quali figurano dodicimila scrittori, in cifra tonda, i quali scrivono ottantaseimila volumi, nei quali si trova un unico scrittore, un balbuziente maniacale e depresso, che scrive un unico libro attorno ad uno scrittore che scrive un libro su uno scrittore, ma decide di non finirlo, e gli fissa un appuntamento, e lo uccide, determinando una reazione per cui muoiono i dodicimila, i cinquecentonove, i ventidue, i due, e l’unico autore iniziale, che ha così raggiunto l’obiettivo di scoprire, grazie ai suoi intermediari, l’unico scrittore necessario, la cui fine è la fine di tutti gli scrittori, compreso lui stesso, lo scrittore autore di tutti gli scrittori.

tratto dal libro “Centuria” di Giorgio Manganelli.

Anche i sogni hanno la morale…

Scappa, scappa, scappa più veloce che puoi.

La principessa era appena evacuata dalla prigione dove era finita per troppa bramosia.

Tutto era iniziato quando aveva scoperto del tesoro della sua famiglia nascosto in giro per la città. Da quel momento in poi il suo unico desiderio era stato impossessarsi di questo tesoro.

Ovviamente non era l’unica a conoscenza di questo tesoro e molti altri lo cercavano e la ostacolavano nella sua ricerca, quando lei beccò in flagrante un tizio che le aveva rubato uno strumento per intranciarla quello fu il momento che la fregò e la fece finire in prigione.

Si ricordava di essere scesa dalla macchina e di essere corsa verso il tizio cercando di riprendersi il proprio strumento, ma questo l’aveva lanciato via ed era finito in mano a un bimbo che lei prontamente si mise a rincorrere. Quando l’ebbe raggiunto non fu così facile strapparglielo di mano, ma quando il bimbo la chiamò “principessa viziata” lei gli tirò un ceffone che lo fece cadere a terra.

Dopo ciò lo aiutò ad alzarsi e lo accompagnò a casa. E gli raccontò la sua storia e lui le raccontò la sua.

Lei non cercava il tesoro per sé, ma perché con quel tesoro voleva rendere il mondo un posto migliore.E quando sentì la storia del bimbo, gli promise che non appena avrebbe finito la ricerca avrebbe dato un ottima somma di denaro alla sua famiglia.

Ma ora che era finita in prigione si chideva: «Come farò ad aiutarlo?»

Morale del sogno: non tutto è sempre come sembra, la principessa sembrava tanto cattiva e avara e invece poi voleva solo aiutare il mondo ed era solo pronta a tutto per farlo.

MN