Ce l’ho fatta!

Alla fine il compito del quadrato è risultato non essere obbligatorio. Mostrava il proprio lavoro solo chi voleva.

Io ero lì lì per non farlo.
Mi agita troppo a me il confronto con le altre persone. E più che con le altre persone con la moltitudine. E più che con la moltitudine mi agita essere messa su un piedistallo, con un faro puntato addosso. Perché se la presentazione si deve fare a faccia faccia col prof o comunque in modalità più “intima” non mi agito più di tanto.
È doverlo fare così platealmente che mi agita così da morire!

Non so neanche bene io cos’è che effettivamente mi agita, perché se uno dovesse darmi un monologo da recitare davanti un pubblico, probabilmente lo farei senza grandi problemi. Ma se uno invece mi chiedesse di scrivere un monologo e di recitarlo. Ecco in quel caso mi agiterei da morire! Oddio e se poi non piace? E se poi sbaglio? e se poi…?

E per questo, quando il prof chiedeva «Chi altro ha qualcosa da mostrare?», io me ne stavo lì zitta zitta buona buona, quasi nascondendomi, quasi cercando di sparire tra i miei compagni [cosa che devo dire mi è sempre riuscita bene]. E pensavo proprio «Vabbè dai allora se posso non farlo vedere…»

Poi mi son detta: «E no cazzo però! Ieri son stata lì tutto il giorno a farlo l’ho pure sistemato alla frazione di secondo! Ora devo farlo vedere» Perciò mi son fatta forza non so come [è stato uno sforzo incredibile per me] e ce l’ho fatta! Mi sono fatta avanti e l’ho fatto vedere. Alla fine il lavoro è anche piaciuto molto al prof, ai miei compagni un po’ meno mi sa, ma vabbè.

È stato molto imbarazzante per me [non so bene perché ma mi sarei voluta sotterrare anche se nulla è andato storto] comunque sia ce l’ho fatta! È già un passo avanti, un’altra volta probabilmente per evitare questo gran imbarazzo (immotivato) me ne sarei stata al mio posto.

MN

Narrare un quadrato…

quadrato

Questo è il compito che ci è stato dato dal nostro visionario professore di Storytelling, Pinardi, per la prossima lezione fra due settimane.

Ora, io, cosa gli porto fra due settimane?
Ok va bene ho ben due settimane di tempo per pensarci, ma non ho solo questo da fare! Devo fare altre 3 esercitazioni! -.-
Poi non ci ha dato assolutamente nessuno altro dettaglio. Anzi, non l’ha nemmeno chiamato quadrato perché ha detto che definirlo quadrato sarebbe già porre dei limiti.
Gli unici limiti sono i 12 elementi che definiscono una narrazione:
deve avere un committente (in questo caso il professore) che incarica il narratore di stabilire un patto fiduciario con il narratario, assunto un determinato sistema di segni, per raccontare una storia (fabula), in cui ci sono due (o più) contendenti in conflitto, con un certo intreccio e con una tecnica narrativa stabilita utilizzando un certo medium narrativo e entro i limiti della cornice narrativa!
OMG non so se uscirò viva!

MN