Fuga o famiglia?

Vorrei crescere, andarmene di qua. Scappare da questo paese che non mi piace. E che non credo che cambierà mai.

Poi mi chiedo se ce la farò? Se riuscirò davvero a trovare un lavoro all’estero in un paese che non parlano la mia lingua?

Poi penso a quello che mi lascerei dietro e mi chiedo se ce la farò a lasciarlo andare. La mia famiglia: i miei nonni che stanno lentamente invecchiando, la mia mammina con le sue crisi isteriche, mia sorella che diventerà adolescente (e darà del filo da torcere a mia mamma), le cene/pranzi di famiglia, i miei zii, mio papà con cui ho già un rapporto difficile. Che ne sarà di loro se me ne vado dall’altra parte del globo? Riuscirei davvero a separarmi così dalla mia famiglia? Da quelle persone che devo ringraziarmi per avermi resa quella che sono?

Io non mi sento di appartenere a questo paese, ma alla mia famiglia sì. Come si fanno a combaciare le due cose? È meglio stare con la propria famiglia in una realtà che non ti appartiene o rinunciarvi per un posto più “familiare”?

Magari crescendo si cambia prospettiva….per fortuna ho ancora tempo per darmi queste risposte e prendere le mie scelte….nell’attesa mi godo il mio presente…

MN

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Essere donna è dura….

Essere donna è molto più dura che essere uomo. L’unico peso che aveva l’uomo era essere quello forte, quello che porta i pantaloni in casa. Ma nei miei 24 anni di vita ho visto piangere miseramente più uomini che donne, le mie amiche raramente le ho viste piangere. Nella relazione spesso siamo noi che dobbiamo assumere il ruolo di quella forte per poter sorreggere questi miseri uomini senza un minimo di spina dorsale. (Non sto dicendo che gli uomini non debbano mostrare le proprie debolezze, ma un conto è mostrarle un conto e scaricarcele addosso)

Nonostante tutto a noi restano sempre le mestruazioni una volta al mese, con tutti gli scompensi ormonali che ne comporta. Dobbiamo “subirci” 9 mesi di gravidanza, con sempre i solito scompensi ormonali e alla fine anche il parto! Una volta fatta famiglia siamo noi che dobbiamo gestire casa e figli: nonostante i maschi si siano un po’ emancipati da questo punto di vista le registe rimaniamo sempre noi: per quanto riguarda la casa vanno “programmati” e con i figli spesso esagerano in un verso o nell’altro e tocca a noi fare da mediatrici.

E dopotutto questo da sopportare in molti casi bisogna farsi carico anche dei problemi dell’uomo….
Sì penso che sia più difficile essere donna.
Non dico che essere uomo sia facile, in generale la vita dell’essere umano è molto complicata e difficile.
Ma essere uomo è più facile che essere donna…

MN

Gente un po’ svitata.

Quando leggo un libro mi capita spesso di ritrovarmi a pensare nello stesso modo in cui è scritto il libro. Come se stessi scrivendo un libro (uguale al libro che sto leggendo) dove io sono la protagonista.

Capita solo a me? O c’è qualche altro svitato come me a cui capita?

Sì forse sono l’unica svitata in questo mondo che lo fa, pace…
Domani parto per Lisbona! Buone vacanze a me!

MN

Degenerazione di egoismo?

A volte mi chiedo se esista davvero l’altruismo o se sia solo una degenerazione dell’egoismo.

Perché alla fin fine, perché facciamo del bene?
Per empatia, per rendere felice qualcuno o magari fargli alleviare la pena.
E come ci sentiamo dopo?
Felici, con una specie di sollievo o con l’anima in pace, insomma noi il nostro l’abbiam fatto.

E quindi mi chiedo…il bene lo facciamo davvero per far stare bene l’altro o lo facciamo perché di riflesso stiamo bene anche noi? E quindi non è anche questo una sorta di egoismo? Ti aiuto per stare bene con me stesso….per essere felice a mia volta…insomma ti faccio del bene a te, ma infondo, alla fine, forse lo faccio più (o anche?) per me…

Mah….forse….chissà….

MN