Arriveremo?

Per tutta la vita ho aspettato di arrivare a qualcosa, di iniziare la mia vera vita.

Ho aspettato di arrivare al liceo ed essere grande.
Quando ero al liceo, aspettavo di andare all’università e essere grande.
Ora aspetto di trovare un lavoro, farmi una famiglia ed essere grande.

Si smetterà mai di aspettare? Quello che temo (o no?) è che la risposta sia NO. La vita è un continuo divenire e non si arriva mai a nulla.

Si vive e basta, si muore e si rinasce ogni giorno e ogni giorno siamo un po’ diversi dal giorno prima così all’infinito fino alla morte…e poi chissà cosa c’è dopo.

Svarioni post sigaretta..

A volte vengo sopraffatta da tutti i miei ricordi, tutti insieme. Inizio a ripensare a tante piccole e grandi cose del mio passato, e tutti i sentimenti ritornano, tutti insieme. E li sento esattamente come allora.

Il passato e il presente si fondono insieme. E io sono allo stesso tempo io e quella che ero. Come se vivessi in due tempi diversi. 

Fa paura e piacere allo stesso tempo come le cose possano cambiare. Piacere di essere quella che sono e dispiacere per quella che ero. Felicità per tutte le cose vissute e tristezza per tutte le persone che si è lasciato indietro.

Com’è possibile che io ero la stessa persona che sono ora? Ma alla fine, sì son sempre io…ma io non mi riconosco in quella. 

A volte sento così intensamente che mi è difficile anche spiegare cosa di preciso sento…forse un sentimento di pienezza e allo stesso tempo di vuoto, come se la vita fosse inconsistente. La vita scorre via dalle mie mani e gli attimi mi sfuggono via senza che possa trattenerli, assaporarli davvero. Solo dopo ci si accorge…di quello che si è avuto..

Si vive senza accorgersi che si sta vivendo..

MN

Fuga o famiglia?

Vorrei crescere, andarmene di qua. Scappare da questo paese che non mi piace. E che non credo che cambierà mai.

Poi mi chiedo se ce la farò? Se riuscirò davvero a trovare un lavoro all’estero in un paese che non parlano la mia lingua?

Poi penso a quello che mi lascerei dietro e mi chiedo se ce la farò a lasciarlo andare. La mia famiglia: i miei nonni che stanno lentamente invecchiando, la mia mammina con le sue crisi isteriche, mia sorella che diventerà adolescente (e darà del filo da torcere a mia mamma), le cene/pranzi di famiglia, i miei zii, mio papà con cui ho già un rapporto difficile. Che ne sarà di loro se me ne vado dall’altra parte del globo? Riuscirei davvero a separarmi così dalla mia famiglia? Da quelle persone che devo ringraziarmi per avermi resa quella che sono?

Io non mi sento di appartenere a questo paese, ma alla mia famiglia sì. Come si fanno a combaciare le due cose? È meglio stare con la propria famiglia in una realtà che non ti appartiene o rinunciarvi per un posto più “familiare”?

Magari crescendo si cambia prospettiva….per fortuna ho ancora tempo per darmi queste risposte e prendere le mie scelte….nell’attesa mi godo il mio presente…

MN

Essere donna è dura….

Essere donna è molto più dura che essere uomo. L’unico peso che aveva l’uomo era essere quello forte, quello che porta i pantaloni in casa. Ma nei miei 24 anni di vita ho visto piangere miseramente più uomini che donne, le mie amiche raramente le ho viste piangere. Nella relazione spesso siamo noi che dobbiamo assumere il ruolo di quella forte per poter sorreggere questi miseri uomini senza un minimo di spina dorsale. (Non sto dicendo che gli uomini non debbano mostrare le proprie debolezze, ma un conto è mostrarle un conto e scaricarcele addosso)

Nonostante tutto a noi restano sempre le mestruazioni una volta al mese, con tutti gli scompensi ormonali che ne comporta. Dobbiamo “subirci” 9 mesi di gravidanza, con sempre i solito scompensi ormonali e alla fine anche il parto! Una volta fatta famiglia siamo noi che dobbiamo gestire casa e figli: nonostante i maschi si siano un po’ emancipati da questo punto di vista le registe rimaniamo sempre noi: per quanto riguarda la casa vanno “programmati” e con i figli spesso esagerano in un verso o nell’altro e tocca a noi fare da mediatrici.

E dopotutto questo da sopportare in molti casi bisogna farsi carico anche dei problemi dell’uomo….
Sì penso che sia più difficile essere donna.
Non dico che essere uomo sia facile, in generale la vita dell’essere umano è molto complicata e difficile.
Ma essere uomo è più facile che essere donna…

MN

Il mondo è una merda, ma nonostante tutto la felicità esiste…

Ho voglia di scrivere stasera, ma ancora non so di cosa. Tutte le cose che mi viene in mente che avrei voglia di parlare sono cose negative. Ma non ho voglia di essere la blogger che scrive sempre cose negative e che è incazzata col mondo. Forse il mondo non mi piace come è fatto, ma non sono incazzata con lui. Se è fatto a merda che siano un po’ fatti suoi…in fondo in fondo ha deciso lui di essere così…

E poi io sono una persona solare e positiva, un po’ antisociale forse….ma sto molto bene e sono serena per conto mio, è un problema? Mah…forse..ma finché sto bene IO! Io mi son sforzata anche per cercare di essere più sociale….ma è stato uno sforzo inutile e frustrante e anche un po’ sofferente…e allora…anzi stare soli o quasi…

E alla fine mi sento molto meno sola ora di quando cercavo disperatamente di stare con gli altri, di essere “una del gruppo”. Avere tante persone attorno non vuol dire avere tanti amici, e a volte anche quelli che credi amici non lo sono davvero…ecco sto ricadendo nel negativo! No ma vi giuro io sono una persona positiva! Non nel senso che dico “ah il mondo è bello ed è tutto pieno di rose e margherite”!

No! Il mondo è una merda, la società fa schifo, la gente fa schifo ed è egoista, perché diciamocelo la maggior parte della gente sta male, soffre e finché una persona soffre o non sa chi è, non sa dove vuole andare, si deve curare e per curarsi deve pensare a sè stessa e perciò essere egoisti. Sì il mondo è una merda, ma anche se è una merda non vuol dire che dobbiamo essere tutti depressi! Come diceva DeAndrè “dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori”

Sì il mondo è una merda per questo bisogna lasciarlo stare, bisogna guardarsi intorno trovarsi il proprio posticino e cercare di vedere le cose in un altra prospettiva. Il mondo non cambierà, farà sempre schifo, ma cambiando atteggiamento verso di esso si può essere felici. Non felici euforici, quella non è vera felicità, è solo una cosa momentanea. La felicità è quando pensi alla tua vita e nonostante tutto ti viene da sorridere. La felicità esiste e io ce l’ho….

MN

Adolescenza.

Ci sono giorni che mi piacerebbe tornare piccola, che mi piacerebbe tornare al liceo, quando non conoscevo ancora un sacco di cose, quando tutto era possibile, quando potevo diventare chiunque altro…

Ma poi mi torna in mente anche quanto si era stupidi a quell’età e mi preferisco ora….

MN

Codardi.

Nella mia vita ho incontrato (e purtroppo con alcuni ci ho condiviso anche parecchi ricordi) molti codardi.

Le cose sono due:
-o sono molto sfigata
-oppure un buon 90% delle persone è codarda.

Io opto per la seconda.

MN

My past life…

Oggi ho preso tutte le foto che avevo sul muro e ci ho fatto un bel collage!

Perché? Perché non le ho semplicemente buttate via nella carta straccia?

Perché non importa per me quanto una cosa sia vecchia o inutile, posso mettere alcune cose vie, metterle in fondo a un armadio e non pensarci più (o quasi), romperle, ma IO NON BUTTO VIA NIENTE! Sopratutto se ho un legame particolare…

Queste foto rappresentano una mia vita passata e in quanto tali non me la sentivo di buttarle semplicemente nel cestino come una cartaccia qualsiasi. Questo è quello che ero ed è quello che mi ha portato a essere quello che sono ora. Per quanto sia passato sarà sempre parte di me.

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Ieri io e M. abbiamo deciso che il prossimo anno ci trasferiremo ad Amsterdam. Io a fare la specialistica e lui a lavorare. Avremo sicuramente bisogno di un piano su come muoverci e anche di un piano B; “è sempre bene tenersi più strade aperte possibili” (cit.).

In ogni caso siamo pronti a tutto, anche ad abitare in una casa vuota con (a parte cucina e bagno che sono indispensabili) giusto un materasso con due cuscini e un tavolo con due sedie! Perché tanto se si aspetta di avere le condizioni per arrivare là già col culo parato (o mezzo parato) non si va da nessuna parte!

Intanto, aspettando di iniziare pianificare ben bene [cosa che sarà fatta a breve!], ho iniziato a guardare un po’ qualche università ad Amsterdam e d’intorni che abbia qualche master interessante.
Per ora mi hanno colpito la Hogeschool voor de Kunsten e la Sandberg. La prima è una scuola d’arte, in cui c’è un Master in Design diviso poi a sua volta in vari rami, probabilmente io farei editoria, anche se mi sembra molto difficile entrarci e poi sarebbe a Utrecht. La Sandberg invece è un prestigioso istituto d’arte che quest’anno ha vinto il Be Open Award, forse questa mi ispira più della prima ma come ho detto prima bisogna tenersi più strade aperte.  Però devo informarmi un po’ meglio, vorrei capire bene come si svolgono le lezioni, cosa effettivamente si fa e anche come vengono svolte le prove d’esame. E come si viene ammessi e dove si trovano…….

Insomma c’è un sacco di lavoro da fare! Perciò bisogna organizzare bene tutto quello che c’è da fare.
Per ora siamo solo sicuri che la FASE 1 verterà principalmente su due punti:

  • informarsi sulle scuole
  • dare una rispolverata al nostro inglese

Stay tuned, I’m gonna keep you posted!

MN